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Cenni sulla costituzione della Repubblica Ambrosiana

In ultima vreme am devenit (foarte) interesat de vechile Republici, orase-stat, ale Italiei moderne, in special de Repubblica fiorentina / Repubblica di Venezia / Repubblica di Genova.

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Cenni sulla costituzione della Repubblica Ambrosiana

L’autorità sovrana e legislatrice era nel popolo, rappresentato dal consiglio de’ novecento; vi erano inoltre i consigli speciali di ciascuna porta, ma non sappiamo se fossero le frazioni di 150 per porta, che unite formavano il consiglio generale, o se fosse composto con un’altra elezione. E però è notabile che la rappresentanza nazionale non fosse stata eletta dal popolo direttamente, ma da’ suoi delegati; vale a dire ogni parrocchia sceglieva i suoi deputati che si riunivano porta per porta, e par che costoro nominassero quelli che si chiamavano i sindaci di porta, che poi eleggevano i compromissarj o sapienti. Ad ogni modo sappiamo che ciascuna porta si elesse quattro sapienti, i quali congiunti col vicario e coi dodici delle provvisioni e probabilmente con alcuni del collegio de’ giureconsulti, nominarono i 900 del consiglio; di maniera che il corpo elettorale si riduceva a 40, o tutt’al più 50 persone.

Quello che noi chiamiamo il potere esecutivo e governativo fu affidato ai 24 capitani e difensori della libertà del comune. Questi capitani nei successivi bimestri da 24 furono ridotti a 12, e così si mantennero finché durò la Repubblica; si sceglievano un priore ed un vice priore, i quali, da quel che sembra, giravano per turno, e duravano in carica una settimana o poco più. I capitani e difensori della libertà erano stati sostituiti al consiglio secreto del duca. Si obbligavano:

1. a difendere il Comune e la libertà;

2. a non proporre ne’ consigli, se non cose utili alla libertà medesima;

3. ad adempire il loro incarico con fedeltà e zelo;

4. ad essere imparziali con chicchessia;

5. a proteggere le vedove. i pupilli ed i poveri;

6. a non abbandonare il loro ufficio prima del termine, ed a rassegnarlo a’ successori senza contrasto.

In massima però era posto nelle loro mani tutto l’indirizzo del governo, ma dipendevano dal consiglio generale a cui nelle cose appena di qualche importanza dovevano riferire e farsi autorizzare da esso. Come ad ogni porta vi era un consiglio che rappresentava in piccolo quello che era in grande il consiglio dei 900, così eranvi pure 24 fra governatori e consiglieri, ossia un governatore con tre consiglieri per ciascuna porta che rappresentavano il governo nel rispettivo loro quartiere. Dapprima s’intitolarono governatori e consiglieri della libertà del comune, poi conservatori e sindaci della libertà, e pare che fossero bimestrali come i capitani; in ultimo in luogo di 24 furono 36, e si chiamarono i sei aggiunti per porta, e prorogarono la loro carica ad un anno. Oltre all’ingerenza speciale nella loro porta, essi avevano parte anche nel governo insieme coi capitani e difensori, e deliberavano in comune. Furono istituiti anche i dodici della Balìa di pace e di guerra, che duravano in carica un anno, e che sopraintendevano alla direzione della guerra.